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Forfora grassa

Forfora grassa

Soffri di forfora? Hai già provato con shampoo anti forfora senza risultati? Prova e leggere questo nostro articolo e potrai scoprire come in diversi casi la forfora grassa è strettamente legata alla dermatite seborroica.

La forfora grassa (o pitiriasi steatosica) è un fastidioso e antiestetico disturbo: a determinarla è spesso la dermatite seborroica, tipica patologia del cuoio capelluto che provoca la formazione di squame untuose.
Vediamo in che modo la forfora grassa si differenzia da quella secca, le principali cause e concause del problema e come contenerlo (per trattarlo esistono vari shampoo, dai principi attivi diversi).

Differenze con la forfora secca
La forfora grassa non va confusa con quella secca: e in realtà confonderle non è così facile, perché sono piuttosto diverse.
La prima è formata da squame piuttosto grandi e dalla consistenza untuosa, spesso di colore giallastro: e non si staccano facilmente dal cuoio capelluto. La forfora secca invece è in genere meno vistosa (le squame sono decisamente più piccole), è bianca e tende a staccarsi e a cadere dal cuoio capelluto con molta facilità.

Cause: le patologie responsabili del problema
Alla base c'è quasi sempre un fenomeno infiammatorio del cuoio capelluto, che può essere provocato fondamentalmente da due patologie cutanee: la dermatite seborroica e la psoriasi.
L'irritazione da dermatite seborroica è indubbiamente una delle cause più frequenti di forfora grassa. Spesso questa dermatite compare anche in altre parti del corpo ricche di ghiandole sebacee (come le ascelle, l'inguine e nel viso le sopracciglia e i lati del naso). Ad originarla è molto probabilmente un fungo già presente nel cuoio capelluto, il Malassezia furfur: in condizioni normali non dà problemi, ma nel caso della seborroica sì perché cresce in maniera eccessiva. Tuttavia non è ancora ben chiaro come e perché questo lievito inizi a proliferare oltre la norma.
Per quanto riguarda la psoriasi, anche se le sue sedi elettive di insorgenza sono tronco e arti (soprattutto gomiti e ginocchia), non è nemmeno così raro che insorga anche sul cuoio capelluto, causando appunto la comparsa di forfora grassa (in tal caso le squame sono di colore biancastro-argenteo).

Le concause
Ci sono inoltre alcuni fattori che, sebbene da soli non possano scatenare il disturbo, di certo favoriscono la sua insorgenza. Ecco quali sono:
- Squilibri ormonali (vanno ad influenzare l'attività delle ghiandole sebacee, causando un'eccessiva produzione di sebo)
- Fattori di tipo alimentare: difficoltà nella digestione e soprattutto nel metabolizzare i grassi (oppure una dieta troppo ricca di grassi e zuccheri) può essere una concausa del problema
- Uso di shampoo non adeguati (troppo forti e aggressivi)
- Utilizzo esagerato del phon
- Abuso di gel, lacche, schiume e prodotti vari per la cura e il look dei capelli: prodotti di questo genere modificano il naturale equilibrio della cute, predisponendo quindi alla formazione della forfora
- Ansia e stress.

Come gestirla: i prodotti da usare
In commercio esistono diversi shampoo pensati appositamente per gestire e contenere il problema. Ognuno è formulato con un principio attivo differente.
Ecco quelli in genere considerati più efficaci:
- Acido salicilico: gli shampoo a base di acido salicilico sono utili perché favoriscono i processi di cheratinizzazione dell'epidermide e levigano le squame. Tuttavia vanno usati con una certa cautela, perché possono anche seccare eccessivamente il cuoio capelluto. Per evitare questo rischio è bene applicare un buon balsamo, dopo il lavaggio
- Ketoconazolo: molto efficace, questo principio attivo non va però utilizzato per tanto tempo, perché può avere effetti irritanti
- Catrame: aiuta i processi di cheratinizzazione e ad attenuare il prurito, sintomo che si associa spesso alla forfora grassa. Anche questo principio attivo può avere però un'azione irritante, sebbene molto dipenda dalla sensibilità individuale. Pertanto i prodotti concentrati al catrame non vanno utilizzati per lunghi periodi (o quantomeno li si può usare alternandoli a prodotti più delicati)
- Disolfuro di selenio e zinco piritione: sono ottimi antimicotici e per questo motivo trovano largo impiego nella cura dei disturbi infiammatori al cuoio capelluto.

Gli oli-shampoo
Da pochi anni è comparsa anche una categoria particolare di shampoo: i cosiddetti oli-shampoo. Si tratta di prodotti detergenti a base lipidica: il che potrebbe sembrare strano, visto che la forfora è già di suo indice di una cute grassa e ricca di sebo. Il principio di detergenza su cui si basano questi shampoo è in effetti quello di affinità: l'idea è che la base lipidica del prodotto vada a sostituire quella presente sul cuoio capelluto, che è causa del problema.
Facilmente reperibili in farmacia, questi prodotti non sono in genere irritanti: anzi, di solito sono ben tollerati anche per periodi prolungati.

Norme comportamentali e igieniche utili
Oltre ad utilizzare gli shampoo giusti, è anche fondamentale seguire alcune norme igieniche/comportamentali molto semplici:
- Lasciare il più possibile liberi i capelli (per chi ha una chioma lunga): tenerli spesso legati o coprirli con foulard e cappelli può favorire l'insorgenza del disturbo
- Utilizzare con molta parsimonia gel, spume, lacche e atri prodotti industriali per fissare i capelli (li rendono più grassi)
- Seguire un'alimentazione corretta: il consumo di grassi e zuccheri è bene sia limitato al minimo, mentre sali minerali (soprattutto zinco) e vitamine (specie quelle del gruppo B) non devono mancare
- Lavare i capelli con la giusta frequenza: questo significa non lavare la testa né troppo spesso, né troppo di rado (la scarsa igiene, così come quella eccessiva, possono far aumentare la forfora grassa).