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Cheratosi attinica

Cheratosi attinica

La cheratosi attinica è una delle forme di cheratosi che si riscontrano più di frequente. Si tratta di una malattia che, in genere, insorge a causa di un'eccessiva esposizione ai raggi solari: per questo motivo, viene indicata anche come “cheratosi solare”. Approfondiamo le caratteristiche di questo disturbo cutaneo e scopriamo come trattare la cheratosi attinica.

Come riconoscerla
La dermatite attinica si manifesta con la formazione di macchie squamose, piuttosto spesse, rugose e ruvide al tatto. Di solito queste macchie non sono grandi e hanno un colore variabile: a volte sono un po' scure (con una colorazione che tende al bruno-giallo), a volte più chiare (rosa o rossastre). Quando si infiammano, la cute intorno ad esse appare arrossata.
In linea di massima, la comparsa di queste macchie è l'unico sintomo della cheratite attinica: tuttavia, a volte si può avvertire anche un senso di bruciore o di prurito (e in rari casi le lesioni possono sanguinare).
Per quanto riguarda la localizzazione, le sedi privilegiate di insorgenza dei sintomi sono le parti del corpo più visibili e più facilmente e frequentemente colpite dai raggi solari: viso, collo, orecchie, labbra (quando compare sulle labbra la cheratosi attinica prende il nome di cheilite attinica), cuoio capelluto nelle persone calve, dorso delle mani, avambracci, spalle.

Possibile evoluzione della malattia
L'evoluzione di questa patologia cutanea è potenzialmente maligna: infatti circa il 10-20% dei casi evolve in una forma tumorale come il carcinoma spinocellulare(anche chiamato spinalioma) o il carcinoma basocelluare (o basalioma). Non è una percentuale altissima, ma nemmeno da sottovalutare.
Prevedere il decorso della malattia è impossibile, ma in linea di massima le probabilità che si sviluppi una forma tumorale aumentano all'aumentare del numero di lesioni attiniche presenti nel soggetto.
Inoltre, anche quando non evolve in un carcinoma, la dermatite attinica è comunque una patologia che segnala la presenza di un danno cutaneo provocato dai raggi ultravioletti e conseguentemente la possibilità di incorrere nell'insorgenza di un tumore cutaneo di altro tipo: questa malattia è insomma un segnale che deve indurre a controlli periodici del proprio stato cutaneo dallo specialista.

L'esposizione al sole come causa scatenante
Come abbiamo già visto, la dermatite attinica è nella maggior parte dei casi da collegare ad un'esposizione al sole eccessiva e prolungata nel tempo. Sono dannose e possono causare la malattia anche le radiazioni ultraviolette delle lampade abbronzanti.
Il danno provocato dai raggi ultravioletti si accumula sulla pelle nel tempo, esposizione dopo esposizione: questo potrebbe spiegare perché la cheratosi attinica insorga più frequentemente nelle persone mature o anziane (ci vuole un po' di tempo perché il danno causato dal sole si manifesti sulla cute).

Soggetti a rischio
Considerata la causa principale di insorgenza della malattia, alcune categorie di persone sono più a rischio di altre di svilupparla:
- Persone con pelle chiara, occhi chiari e capelli rossi o biondi: il fototipo chiaro è più vulnerabile all'azione del sole. Non per nulla il disturbo è molto più frequente nella razza caucasica e molto più raro nelle popolazioni con carnagione scura.
- Alcuni categorie di lavoratori: alcune persone per motivi di lavoro sono costrette a passare parecchie ore al sole. Ad esempio, i muratori, i pescatori e gli agricoltori.
- Chi pratica con assiduità sport all'aria aperta (vela, canoa, golf..).
- Soggetti con difese immunitarie deboli (malati di AIDS, chi sta seguendo una chemioterapia o ha subito un trapianto, etc.): con un sistema immunitario debole si riducono anche le difese della pelle.

I trattamenti
Per fortuna, esistono diversi trattamenti efficaci per curare la cheratosi attinica.
Spesso, per ottenere buoni risultati in tempi più brevi, è utile associare due terapie (soprattutto se le lesioni sono tante): ad esempio un trattamento topico farmacologico associato ad una procedura di rimozione delle lesioni.
Fra i trattamenti topici più efficaci ci sono il 5-fluorouracile (un unguento da applicare per 2-4 settimane), l'imiquimod e l'ingenolo mebutato, un gel che rispetto alle altre creme agisce in tempi decisamente più brevi.
Ci sono inoltre diverse tecniche utili per rimuovere le lesioni causate dalla cheratosi attinica. Ecco le principali:
- Crioterapia: consiste nell'applicazione di azoto liquido sulle macchie. Grazie all'azione dell'azoto liquido le lesioni si trasformano in croste e cadono.
- Peeling chimici (a base di acido tricloroacetico o altre sostanze simili): servono per esfoliare la cute e favorirne la rigenerazione (che avviene più o meno in una settimana).
- Laserterapia: il laser viene in genere riservato ai casi per i quali altre tecniche non hanno dato buoni risultati.
- Terapia fotodinamica: consiste nell'applicare sulle macchie una sostanza fotosensibilizzante, per poi esporle ad una fonte di luce di alta intensità. La terapia fotodinamica viene usata soprattutto per eliminare macchie al volto e al cuoio capelluto.

Si può guarire?
Le possibilità di trattamento sono quindi tante e con il giusto approccio terapeutico è possibile guarire dalla cheratosi solare. Tuttavia, anche quando si ottengono buoni risultati dalla terapia occorre sottoporsi sempre a controlli regolari, per tenere monitorata la situazione.

Consigli utili per la prevenzione
Essendo causata nella maggior parte dei casi all'azione dei raggi solari, con un po' di attenzione la dermatite attinica si può prevenire. Ecco alcuni consigli utili per esporsi al sole con le dovute precauzioni e ridurre quindi al minimo la possibilità di sviluppare la malattia:
- Applicare sempre una crema solare con fattore di protezione (sia UVA che UVB) adeguato: per tutti i giorni va bene un fattore di protezione 15, che deve però salire a 30 in caso di specifiche attività sportive o lavorative sempre all'aria aperta. La crema protettiva va applicata circa mezz'ora prima di uscire.
- Al mare: utilizzare un fattore di protezione adeguato al proprio fototipo, per evitare scottature. Ad esempio, in caso di pelle chiara è indicato un fattore di protezione 50, almeno nella prima settimana di esposizione al sole. Se avete dubbi sul fattore giusto per voi chiedete consiglio al dermatologo.
E' importante ricordarsi di applicare la crema ogni due ore circa, scegliere un filtro resistente all'acqua (in caso contrario la protezione va applicata nuovamente dopo aver fatto il bagno o dopo aver sudato tanto) e proteggersi con vestiti leggeri, occhiali da sole e cappelli.
- Esporsi al sole gradualmente (il corpo deve avere il tempo di produrre la melanina, necessaria per proteggersi dal sole) ed evitare le ore centrali della giornata (10-16).
- Non usare profumo prima di prendere il sole: il profumo, così come altre sostanze irritanti, favorisce le scottature solari.
- Applicare creme a base di glucosamina e fosfolipidi: aiutano a irrobustire la pelle e a renderla quindi meno vulnerabile all'azione dei raggi ultravioletti.
- Evitare le lampade abbronzanti artificiali.
Inoltre, soprattutto se si è soggetti a rischio di cheratosi attinica (ad esempio perché si ha la pelle chiara e si passa molto tempo sotto il sole), a scopo preventivo è bene sottoporsi a periodiche visite di controllo dal dermatologo.