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Dermatite da retinoidi

Dermatite da retinoidi

La dermatite da retinoidi è un'infiammazione cutanea provocata dall'acido retinoico, una forma della vitamina A molto apprezzata in dermatologia per le sue proprietà benefiche e terapeutiche sulla cute.Tuttavia può succedere che, come effetto collaterale dell'azione dell'acido retinoico, si sviluppi questa forma di dermatite.
Approfondiamo l'argomento, analizzando anche i meccanismi di azione di questo prezioso principio attivo.

Come si manifesta
La dermatite da retinoidi insorge con i sintomi tipici di un'infiammazione cutanea: rossore, desquamazione e secchezza, senso di prurito e/o bruciore. Può esserci anche gonfiore alle palpebre (edema palpebrale).

Differenze fra retinolo e acido retinoico
Per capire i meccanismi di azione dell'acido retinoico è bene non confondere questa sostanza con il retinolo: se è vero che entrambe sono forme della vitamina A, è anche vero che le funzioni che svolgono non possono essere messe sullo stesso livello. Il retinolo è infatti la forma alcolica della vitamina A (quella assunta attraverso gli alimenti che la contengono) e, benché utile per il benessere della pelle e in generale dell'organismo, non ha le stesse proprietà terapeutiche dell'acido retinoico: il quale è la forma acida della vitamina, nonché la sua parte attiva.
Dal punto di vista dermatologico il retinolo serve "solo" ad idratare la pelle: non ha altre funzioni, perché la cute non riesce a trasformare il retinolo in acido retinoico (a differenza invece dell'organismo: la vitamina A, cioè il retinolo che assumiamo attraverso i cibi, viene tramutata in acido retinoico). Una crema per il viso al retinolo, quindi, non può causare una dermatite. Vediamo invece come funzionano le cose con l'acido retinoico.

Proprietà terapeutiche dell'acido retinoico
Gli effetti benefici dell'acido retinoico (o tretinoina) sono molteplici e si esplicano praticamente su tutti gli strati cutanei. Pertanto è un principio attivo molto utilizzato in dermatologia, in quanto tratta in modo efficace diverse condizioni cutanee (patologiche e non).
Riesce infatti a:
- Penetrare nel nucleo cellulare cutaneo correggendo la trascrizione dei geni danneggiati, favorendo così la sintesi di proteine cellulari come il collagene: è in grado quindi di agire sugli effetti di invecchiamento cutaneo prodotti dall'esposizione solare (i raggi ultravioletti compromettono la trascrizione di alcuni geni), ringiovanendo e distendendo la pelle
- Normalizzare la produzione sebacea: per questo è molto utilizzato nel trattamento dell'acne
- Svolgere un effetto peeling: la tretinoina assottiglia lo strato corneo (quello più esterno), rendendo la pelle più liscia e levigata. Le maschere all'acido retinoico sono molto utili a questo scopo
- Rendere più omogeneo il colorito: l'acido retinoico è efficace anche in caso di discromie, perché è in grado di normalizzare la produzione e distribuzione di melanina da parte dei melanociti.

Possibili rischi ed effetti collaterali
Non essendo un semplice cosmetico, ma un farmaco nel vero senso della parola, l'acido retinoico può comportare dei rischi: lo sviluppo di una dermatite da retinoidi è quello più serio. Oppure, senza arrivare all'insorgenza di una dermatite vera e propria, possono esserci lievi effetti collaterali come leggeri arrossamenti e secchezza (con la classica sensazione della pelle che tira). La secchezza in particolare è un effetto comune, perché questa molecola tende a seccare molto la pelle.

Come prevenire le reazioni avverse
Come tutti i farmaci, anche l'acido retinoico va assunto solo sotto prescrizione e controllo del medico specialista (dermatologo o medico estetico), che per prima cosa effettuerà un check-up cutaneo, al fine di impostare la terapia più adeguata.
La tretinoina è infatti presente nelle creme in diverse concentrazioni.
Lo specialista saprà scegliere quella più adatta al caso, a seconda del problema da trattare e della sensibilità/grado di tolleranza della cute. In genere all'inizio vengono prescritte formulazioni a basse concentrazioni, per poi aumentare gradualmente in modo da abituare la pelle a tollerare il principio attivo.
Ovviamente andrà rispettata anche la frequenza di applicazione indicata dal medico. Spesso lo specialista prescrive l'utilizzo contemporaneo di una buona crema emolliente, per evitare che la pelle si secchi eccessivamente.
In questo modo è possibile prevenire il più possibile la comparsa di una dermatite o degli effetti collaterali di cui abbiamo parlato.

Cosa fare in caso di dermatite
Se si rispetta con scrupolo il piano terapeutico prescritto è difficile che possa insorgere una dermatite da retinoidi. Tuttavia può succedere: in tal caso bisogna interrompere subito la cura e rivolgersi allo specialista. Senza allarmarsi: il problema è passeggero e facilmente risolvibile. In genere non è nemmeno necessario un vero e proprio trattamento (se non l'applicazione di un idratante, sempre su prescrizione medica): sospendendo la tretinoina la situazione dovrebbe tornare alla normalità in breve tempo.
Lo specialista indicherà anche le tempistiche per la ripresa della terapia: una volta passata la dermatite, si può infatti riprendere la cura di acido retinoico. Eventualmente impostando una concentrazione più bassa o una minore frequenza di applicazione, qualora il medico lo ritenga opportuno.

I prodotti di ultima generazione
In genere le creme a base di acido retinoico più utilizzate contengono al massimo l'1% di principio attivo.
Ricerche dermatologiche condotte ultimamente hanno portato alla sperimentazione di gel con concentrazioni più alte (circa il 2,5%).
E pare che abbiano dato risultati eccellenti, sia in termini di capacità terapeutiche, sia in termini di tolleranza cutanea. Per evitare una dermatite da retinoidi è utile chiedere al proprio specialista maggiori informazioni su questi nuovi prodotti.