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Dermatite del bagnante

Dermatite del bagnante

La dermatite del bagnante (anche chiamata dermatite da cercarie) è una forma di irritazione cutanea provocata da parassiti presenti negli ambienti acquatici: vediamo con più precisione quali sono le cause di insorgenza e se è possibile prevenire questo problema legato alla balneazione.

Le cause
La dermatite da cercarie deve il suo nome al fatto di essere provocata dalle cercarie, larve di piccolissimi parassiti che vivono in ambienti acquatici: soprattutto in acque dolci (quindi laghi, fiumi e stagni), ma anche in acque marine.
Oltre ad attaccare gli uccelli acquatici (gabbiani, oche, cigni, etc.) le cercarie sono in grado di attaccare anche la pelle delle persone: quando l'acqua infestata si asciuga sulla pelle del bagnante, questi parassiti penetrano nei suo strati esterni, causando quindi l'irritazione e la reazione allergica.

I luoghi e le persone a rischio
Le cercarie tendono ad essere più presenti nelle acque di laghi e fiumi (parecchi casi di dermatite del bagnante si sono registrati, ad esempio, al lago di Garda) rispetto a quelle del mare, ma più in generale dove c'è un forte presenza di animali acquatici. Inoltre, questi parassiti popolano soprattutto le acque basse, quelle vicino alla riva: per questo motivo, i bambini sono più a rischio degli adulti, in quanto passano maggior tempo a giocare e nuotare dove l'acqua è bassa.

Come si manifesta
I sintomi compaiono spesso poco dopo aver effettuato il bagno (a volte però possono insorgere anche a distanza di giorni): bastano pochi minuti e si avverte un forte prurito/senso di bruciore o pizzicore e, inoltre, la pelle diventa molto rossa e può anche gonfiarsi. In alcuni casi, si formano delle piccole pustole che nel giro di circa 12 ore si trasformano in vesciche.
Si tratta di sintomi piuttosto fastidiosi (soprattutto il prurito), molto simili a quelli che insorgono quando si viene punti da una medusa in mare. Tuttavia, non è il caso di allarmarsi perché la dermatite del bagnante non comporta alcun pericolo per la salute.
L'unica complicazione possibile è la comparsa di un'infezione batterica che, in ogni caso, può subentrare solo se ci si gratta troppo.

Le cure
La dermatite del bagnante si risolve in modo spontaneo nella maggior parte dei casi: pertanto non sono necessari trattamenti particolari. A meno che non si sviluppi una reazione allergica intensa, con sintomi quali febbre, nausea, vertigini: in tal caso è necessario rivolgersi al medico, ma fortunatamente si tratta di un'eventualità rara. Tuttavia, visto che il prurito può durare anche più di una settimana, è consigliabile ricorrere a qualche piccolo rimedio per contenerlo ed evitare di grattarsi, come fare un impacco freddo sulla cute irritata o applicare un gel lenitivo. Quando il prurito è talmente forte da non riuscire a non grattarsi, è bene rivolgersi al medico per farsi prescrivere una pomata a base di corticosteroidi o degli antistaminici.

Misure preventive
La dermatite del bagnante si può prevenire seguendo alcune semplici regole di balneazione e alcuni piccoli accorgimenti:
- Evitare di fare il bagno in acque in cui sono già stati registrati molti casi di questa dermatite (alcuni laghi sono più a rischio di altri).
- Evitare di soffermarsi a lungo a riva e nelle acque basse: nelle acque profonde il rischio di essere infettati è molto più basso.
- Fare subito la doccia dopo essere usciti dall'acqua, se possibile.
- Asciugare immediatamente la pelle con l'asciugamano.
- Non dare il mangime agli uccelli nelle zone di balneazione: gli uccelli tendono ovviamente a concentrarsi dove trovano cibo più facilmente e la loro presenza fa aumentare il rischio di contrarre la dermatite del bagnante.