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Dermatite neonato

Dermatite neonato

La dermatite è un'infiammazione della cute che può colpire soggetti di tutte le età, neonati compresi. Anzi, per via della loro pelle delicata, non è raro che i neonati, nei loro primissimi mesi di vita, siano interessati da questo disturbo.
La dermatite nel neonato si presenta in genere nelle prime settimane di vita sotto un'unica tipologia, quella seborroica: si tratta della cosiddetta crosta lattea, che può risolversi senza problemi oppure evolvere nel tempo, diventando una irritazione atopica. Esiste poi anche l'infiammazione da pannolino, provocata semplicemente dallo sfregamento della pelle con il tessuto del pannolino.
Cerchiamo di approfondire l'argomento, analizzando le cause delle varie forme di irritazione che possono interessare il neonato, il modo in cui si manifestano e potrebbero evolvere e quello in cui trattarle.

Le forme
- Dermatite seborroica (o crosta lattea): conosciuta anche come crosta lattea, è la prima forma di infiammazione che può insorgere nel neonato. Abbastanza diffusa, fa in genere la sua comparsa nelle primissime settimane di vita del piccolo (in alcuni casi compare invece più tardi, al decimo-undicesimo mese), per poi regredire abbastanza spontaneamente, senza bisogno di terapie particolari (se non qualche accorgimento nella cura e nel trattamento), verso i tre mesi di età
- Dermatite atopica: in alcuni casi la crosta lattea, anziché regredire, può mutarsi nel corso del tempo, diventando uan infiammazione atopica. Questa forma di patologia insorge spesso nel primo o nel secondo anno, per poi attenuarsi sensibilmente verso i 4-5 anni.
Presenta due forme, una cronica e una acuta
- Dermatite da pannolino: è molto comune nei primissimi mesi di vita, compare sul sederino e sull'area genitale del piccolo a causa del fatto che la pelle dentro il pannolino non riesce a traspirare a sufficienza (pertanto si arrossa).

Le cause
La dermatite nel neonato è provocata da un'eccessiva produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee (come del resto avviene anche negli adulti). Tuttavia, le cause di quest'alterata produzione sebacea non sono ancora scientificamente certe. Ecco quelle considerate più probabili:
- Cause di tipo alimentare: per alcuni medici la causa principale sarebbe da identificare in carenze nutrizionali. Un'alimentazione povera di acidi grassi essenziali e di biotina sarebbe all'origine del problema
- Cause di tipo ormonale: secondo un'altra ipotesi potrebbero essere alcuni ormoni, passati dalla mamma al piccolo nel periodo fetale, a provocare il disturbo. Tali ormoni sarebbero presenti nell'organismo del neonato all'incirca fino al terzo mese di vita e questo spiegherebbe il fatto che in quel periodo la crosta lattea tende il più delle volte a regredire
- Presenza di un fungo sulla pelle: secondo un'altra ipotesi la crosta lattea sarebbe provocata semplicemente dalla diffusione sulla cute di un fungo che già trova sull'epidermide.
Nel caso di irritazione da pannolino, la causa scatenante è molto banalmente il contatto e lo sfregamento con il pannolino: l'insorgere dell'irritazione è inoltre favorita dal contatto con pipì e feci (cambiare raramente il piccolo è infatti una concausa del problema), che non fa traspirare a sufficienza la pelle. La grande sensibilità della cute del neonato fa il resto.
Nel caso di dermatite nel neonato di tipo atopica, a giocare un ruolo importante è senza dubbio la predisposizione genetica e costituzionale, oltre ad una serie di concause:
- Esposizione a freddo e umidità
- Esposizione alla polvere
- Contatto con tessuti di lana o sintetici.

I sintomi
La dermatite nel neonato si manifesta nel neonato con i seguenti sintomi (molto simili a quelli della psoriasi):
- Desquamazione della pelle: le squame provocate dalla crosta lattea sono tipicamente giallastre e compaiono soprattutto sul cuoio capelluto. Tuttavia, possono essere interessate anche altre aree: le ascelle, la zona dietro alle orecchie, il collo, il viso (soprattutto l'area attorno al naso, la fronte e le guance), le pieghe dell'area inguinale, delle gambe e delle braccia. La desquamazione è l'unico sintomo dell'irritazione seborroica nel neonato: in genere, infatti, non c'è prurito.
Nella sua forma acuta (quella più frequente nel neonato), i sintomi dell'infiammazione atopica sono :
- Comparsa di chiazze rosse e umide dalla forma tondeggiante, soprattutto su viso, collo, ginocchia e gomiti
- Pelle secca
- Forte prurito
- Desquamazione (sempre di colore giallastro) sul cuoio capelluto e sulla fronte
- Gonfiore e comparsa di piccole vesciche (non sempre).
L'infiammazione atopica nel neonato può anche diventare cronica: in tal caso, per via del ripetuti grattamenti, si formano lesioni e spaccature cutanee piuttosto dolorose.
E per finire, i sintomi dell'infiammazione da pannolino: in genere questa forma di disturbo si riconosce piuttosto facilmente perché non presenta squame, ma un semplice arrossamento (delle chiazze di color rosso intenso) del sederino ed eventualmente dell'area genitale.

Le cure
In genere la crosta lattea non necessita di terapie particolari, perché tende a risolversi da sola (fra il terzo e il quarto mese) senza comportare particolari fastidi per il neonato. Al massimo, nei casi più seri, vanno applicate delle creme cortisoniche, se il pediatra lo ritiene opportuno.

Altrimenti, per accelerare e facilitare il naturale processo di guarigione della dermatite nel neonato, è bene seguire una serie di regole igieniche e comportamentali. Eccole:
- Usare oli naturali: per rendere più morbide le squame e favorirne l'eliminazione è bene tamponare la zona colpita con un batuffolo di cotone imbevuto di un olio vegetale a scelta (olio di mandorle dolci, d'oliva, di riso, di borragine, di calendula...). L'olio va fatto agire per una decina di minuti, per poi procedere con il lavaggio. In alternativa agli oli vegetali è possibile utilizzare della vasellina o delle sostanze emollienti pensate appositamente per la crosta lattea (si trovano facilmente in farmacia). Oppure, un altro ottimo rimedio naturale, il miele: provate a diluirlo in un po' di acqua calda, per poi applicarlo sulla zona da trattare. In genere fa molto bene
- Assicurare al piccolo una corretta igiene: il lavaggio della testa (o comunque della parte del corpo colpita da crosta lattea) va effettuato ogni due giorni, utilizzando uno shampoo/prodotto detergente dalla formulazione molto delicata (da evitare assolutamente i detergenti troppo aggressivi e dal pH inadeguato). Inoltre, il lavaggio va effettuato con molta delicatezza (senza sfregare) e usando acqua non eccessivamente calda. Anche l'asciugatura va fatta con cautela, tamponando l'area colpita con una garza sterile o un panno, senza strofinare
- Usare creme idratanti delicate: dopo aver lavato e asciugato con cura la zona colpita, è bene anche applicare una buona crema idratante dalla formulazione molto delicata.
Per trattare la l'infiammazione atopica nel neonato è in genere consigliato applicare una crema cortisonica, non prima però di aver pulito bene la zona da trattare (le regole igieniche sopra elencate valgono quindi anche in questo frangente). In alcuni casi, quelli più seri, viene anche prescritta una terapia antibiotica. Inoltre, in caso di irritazione atopica, è bene seguire qualche semplice e banale accorgimento che però può dare molto sollievo al piccolo:
- Scegliere vestiti di cotone: la lana e i tessuti sintetici tendono ad irritare la pelle, pertanto è preferibile vestire il neonato con indumenti di cotone (quantomeno i vestiti a contatto diretto con la pelle devono essere di cotone)
- Non vestire troppo il bambino: quest'accorgimento serve ad evitare un'eccessiva sudorazione, fattore che tende ad esacerbare il problema
- Esporre il piccolo al sole: di solito, l'esposizione ai raggi solari fa migliorare la l'infiammazione atopica. L'importante è proteggere la pelle delicata del bambino con una buona crema solare protettiva ed evitare, durante l'estate, l'esposizione durante le ore centrali della giornata.
Inoltre, è bene ricordare che questa forma di dermatite nel neonato si riscontra con meno frequenza nei piccoli allattati al seno. Di conseguenza, per prevenire la comparsa di questo disturbo nei bambini predisposti è consigliabile prolungare l'allattamento il più possibile ed introdurre alcuni alimenti come pesce e uova solo passato il sesto mese di età (alcuni cibi accentuano il problema).
E l'irritazione da pannolino? Per trattarla e prevenirla è bene seguire alcune regole generali, igieniche e dettate dal buon senso:
- Cambiare spesso il piccolo (il contatto con urina e feci, se protratto nel tempo, è una delle cause del problema), curando in modo scrupoloso l'igiene di questa parte del corpo così delicata
- Applicare creme lenitive appositamente studiate per attenuare il rossore della zona colpita e pomate a base di ossido di zinco per contrastare l'azione irritante dell'umidità sulla cute
- Usare pannolini di taglia abbondante, in modo che l'aria possa circolare più facilmente e non si crei sfregamento della pelle sul tessuto del pannolino.