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Fototerapia

Fototerapia

La fototerapia è una tecnica terapeutica utilizzata in dermatologia (e anche in altri settori): sfrutta l'azione dei raggi ultravioletti UVA e UVB, che vengono riprodotti in modo artificiale da apposite apparecchiature.
E' risaputo, infatti, che il sole, purché preso con criterio, ha effetti positivi sul decorso di diverse patologie della pelle: la fototerapia cerca di sfruttare solo i benefici dei raggi ultravioletti, privandoli artificialmente delle caratteristiche che invece possono essere dannose per la cute.
Vediamo di saperne di più su come funziona la fototerapia: per quali patologie è adatta, a chi rivolgersi, quando e dove farla, come prepararsi e quali sono i possibili effetti collaterali.

Per quali dermatiti è utile
La fototerapia è largamente utilizzata per varie forme di dermatite: in particolare, si utilizza come rimedio per la dermatite seborroica, per la psoriasi e per la dermatite atopica. Si tratta delle affezioni cutanee più diffuse e che meglio rispondono ad una terapia di questo tipo: sintomi come rossore, secchezza e prurito diminuiscono visibilmente, spesso in tempi anche brevi.
Comunque, non viene usata solo per le dermatiti, ma anche per disturbi di altro genere: ad esempio, per la vitiligine, i linfomi cutanei, la micosi fungoide.

In cosa consiste
Ma come funziona esattamente questo trattamento? Che si tratti di fototerapia per dermatite atopica, fototerapia per dermatite seborroica o per psoriasi, la procedura è la stessa: le parti da trattare vengono esposte ad una fonte filtrata di raggi ultravioletti UVA e in particolare UVB-NB (UVB a banda stretta 311-313 nm). Si tratta di lunghezze d'onda scelte appositamente perché sono prive delle radiazioni nocive e presentano invece in massima quantità quelle utili.
Di solito, si inizia con una quantità minima di raggi UV e con un tempo di esposizione limitato per ogni seduta, per poi aumentare con gradualità sia la dose di raggi che la durata della seduta.

La PUVA terapia
La fototerapia per psoriasi unisce a volte alle sedute classiche di esposizione ai raggi ultravioletti l'assunzione per via orale di psoraleni, ovvero di sostanze in grado di svolgere un'azione fotosensibilizzante.
In genere, questo trattamento (usato soprattutto per la psoriasi, ma non solo), che serve a potenziare i risultati della fototerapia, viene consigliato quando l'infiammazione cutanea ha una certa estensione (oltre il 20%), nei casi particolarmente resistenti oppure quando si vuole accelerare la guarigione.

A chi rivolgersi
La fototerapia va prescritta dal dermatologo, che in genere indica al paziente anche dove farla.
Si può scegliere di seguire il trattamento in uno studio privato oppure in un'ospedale: l'importante è che la struttura a cui ci si rivolge sia dotata di apparecchiature certificate e che il dermatologo che vi lavora sia esperto e abbia una buona conoscenza e padronanza di questa terapia.
Anche per la scelta della struttura è bene farsi consigliare da una persona esperta, così da scegliere il centro con le apparecchiature e le caratteristiche più adatte alla propria situazione.

Prima del trattamento
Vediamo ora come prepararsi ad un trattamento di fototerapia. In realtà, non è necessaria nessuna preparazione particolare, ma prima di iniziare una cura di questo tipo è molto importante informare il medico se si stanno assumendo farmaci (ad esempio, antibiotici o antinfiammatori) in grado di incrementare la sensibilità alla luce del sole. Vanno quindi comunicate eventuali terapie farmacologiche in atto.
Inoltre, bisogna anche segnalare eventuali malattie che, se presenti, potrebbero rendere controindicata questa terapia (come le patologie oculari o il lupus eritematoso sistemico).

Risultati e possibili effetti collaterali
La fototerapia permette di ottenere buoni risultati, anche se non sempre: può capitare che la pelle non risponda al trattamento come ci si aspetterebbe.
Ma, risultati a parte, questa terapia è sicura? In linea di massima sì: tuttavia, non è escluso che possano verificarsi effetti collaterali.
Quelli più facilmente gestibili sono gli effetti collaterali che si presentano subito, nell'immediatezza del trattamento: arrossamento cutaneo, scottature, secchezza di bocca e pelle, prurito. Alcuni accusano anche mal di testa, nausea o affaticamento oculare.
Qualora si presentassero sintomi del genere, il dermatologo ne evita la ricomparsa riducendo la durata delle sedute e/o allungando i tempi fra una seduta e l'altra.
Gli effetti collaterali più seri (invecchiamento precoce cutaneo e insorgenza di tumori della pelle) sono invece quelli che possono manifestarsi sul lungo periodo e per fortuna sono rari: perché si verifichino è infatti necessario che la fototerapia venga effettuata spesso e per diversi anni.