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Herpes labiale in gravidanza

Herpes labiale in gravidanza

L'herpes labiale, provocato dal virus herpes simplex, può riattivarsi o essere contratto per la prima volta durante la gravidanza. Ci sono diverse indicazioni a seconda del momento della gestione, del periodo di contrazione e dei trattamenti precedenti utilizzati per ottenere la remissione dei sintomi.
Gli effetti sulla madre e sul feto possono essere molto differenti a seconda di questi fattori, quindi prima di entrare nel panico è utile sapere qualche informazione in più in attesa di poter parlare con il proprio medico di base o con il proprio ginecologo.

Effetti sulla mamma e cure
L'herpes labiale si manifesta quando il virus dormiente dell'herpes simplex nell'organismo si riattiva per un abbassamento del sistema immunitario che può essere dovuto a stress, a esposizione a temperature estreme (troppo caldo o troppo freddo) e anche in gravidanza, dato che in questo particolare momento nella vita di una donna il suo sistema immunitario si abbassa fisiologicamente per impedire che possano esservi meccanismi di rigetto del feto.
Durante la gravidanza la gestante può andare incontro a una riattivazione del virus ma in questo caso sarà necessario e sufficiente ottenere un alleviamento del fastidio tramite l'applicazione di pomate ad uso locale, oppure tramite l'applicazione di cerotti con azione antivirale, anestetica o antinfiammatoria. Sono invece sconsigliati trattamenti con antivirali a uso sistemico poiché questi potrebbero risultare tossici per il feto. Possono inoltre essere utilizzati i rimedi naturali specifici per il trattamento dell'herpes.

Effetti sul bambino
Se la gestante ha già contratto l'herpes simplex prima dello stato di gravidanza allora non ci saranno pericoli per il nascituro, in quanto se anche dovesse essere esposto al virus avrebbe anche le difese immunitarie passategli dalla madre, quindi il bambino non contrarrebbe il virus perché verrebbero attivati gli anticorpi contenuti nel corredo genetico della madre.
L'herpes più pericoloso per la salute del bambino, però, è l'herpes genitale poiché se questo si riattiva in prossimità del parto potrebbe contagiare il bambino al momento della nascita, con conseguenze anche gravi per la sua salute. Il rischio di contagio del bambino dovuto all'herpes genitale è dell'85% poiché al momento della nascita non si possiedono le necessarie difese: le conseguenze possono tradursi in congiuntivite, in esantema diffuso (cioè una eruzione cutanea estesa), in infiammazioni che interessano le mucose di naso e bocca e in encefalomeningite. Proprio a causa di questi rischi, solitamente alle mamme in cui si riattiva periodicamente l'herpes genitale viene consigliato di effettuare un parto cesareo e in questo modo non esporre il nascituro all'azione del virus. Se l'herpes genitale viene individuato solo dopo il parto vaginale è opportuno sottoporre il nascituro a immunoglobuline specifiche che fungano da profilassi.

Il bambino è a rischio anche se la madre contrae il virus per la prima volta in gravidanza, poiché non avrà ancora le dovute difese immunitarie da poter tramettere al nascituro. In questi casi le conseguenze possono consistere in ritardo dello sviluppo, in idrocefalia, in microcefalia e in una compromissione della vista.