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Intolleranze alimentari neonati

Intolleranze alimentari neonati

Intolleranze alimentari neonati: un argomento che interessa molte mamme e che vale la pena approfondire. Che legame c'è fra le intolleranze alimentari e la dermatite? Avete notato che dopo aver assunto un certo cibo il vostro piccolo manifesta strane infiammazioni cutanee, con arrossamenti, prurito e desquamazione? Abbiamo già parlato di dermatite allergica alimentare, ma per approfondire il tema sulle intolleranze nei neonati proseguite con la lettura di questo nuovo articolo.

Cos'è un'intolleranza e perché si manifesta
Anzitutto cerchiamo di capire meglio cos'è un'intolleranza alimentare: a differenza dell'allergia (che insorge a causa di una reazione impropria del sistema immunitario), l'intolleranza non coinvolge affatto il sistema immunitario, ma insorge in genere o per mancanza/insufficienza di un enzima indispensabile per digerire una sostanza presente in un alimento (come nel caso dell'intolleranza al lattosio) oppure perché si assume in eccessiva quantità un alimento che contiene sostanze verso cui si è intolleranti (ad esempio molti sono intolleranti alle istamine). Questo può causare delle reazioni pseudo-allergiche, con una sintomatologia che fa la sua comparsa anche sulla cute (prurito, eritemi...).

Intolleranza alle proteine del latte vaccino
Fra le intolleranze più comuni nei neonati figura quella alle proteine del latte vaccino: insorge in genere entro i primi tre mesi di vita e si riconosce grazie ad un quadro sintomatologico piuttosto variegato. Oltre a nausea, diarrea, meteorismo e tensione addominale, non è raro che compaia anche la dermatite atopica, con sintomi quali rossori, foruncoletti, estrema secchezza cutanea e prurito.
La comparsa di un'infiammazione cutanea di questo genere, soprattutto se associata agli altri sintomi che abbiamo elencato, deve subito far pensare alla presenza di un'intolleranza alimentare.

La crosta lattea
Causata dalle intolleranze alimentari potrebbe essere anche la crosta lattea, che si manifesta con squame biancastre soprattutto sul cuoio capelluto.
Tuttavia il condizionale è d'obbligo, visto che al riguardo gli esperti hanno opinioni opposte. Secondo alcuni non ci sarebbe nessun legame fra il disturbo e l'alimentazione, secondo altri invece l'intolleranza alle proteine del latte contribuirebbe all'insorgenza della crosta lattea: in tal caso oltre ai sintomi tipici dell'infiammazione cutanea dovrebbero comparire anche altri sintomi come diarrea e coliche gassose.

Intolleranza al lattosio
Un'altra possibile intolleranza nei neonati è quella al lattosio, uno zucchero presente nel latte, compreso quello materno. Fra i lattanti non è comunissima: quando succede significa che nel piccolo manca del tutto già alla nascita l'enzima lattasi (che appunto aiuta a digerire il lattosio).
Molto più frequente è che questa intolleranza insorga nei bambini dai due anni in poi.

Cosa fare: i test di eliminazione
Per prima cosa, se si ha il sospetto che le reazioni cutanee siano da collegare ad un'intolleranza a qualche alimento, occorre capire se è proprio così e di quale alimento si tratta. A questo scopo è possibile effettuare dei test di scatenamento e di eliminazione. In poche parole si prova a togliere l'alimento sospetto per un po' di tempo, per verificare se la dermatite regredisce oppure no.
Ad esempio in caso di sospetta intolleranza alle proteine del latte vaccino, occorre eliminarle del tutto somministrando al neonato delle formule a base di soia, qualora il piccolo venga allattato artificialmente. Va comunque chiesto il parere del pediatra, perché spesso i piccoli che accusano intolleranza al latte vaccino presentano anche una certa intolleranza a quello di soia. Occorre quindi valutare che cosa utilizzare in sostituzione (dopo i 6 mesi di età, comunque, l'intolleranza alle proteine della soia tende a scomparire).
A volte può succedere che sia la mamma a trasferire al piccolo - durante l'allattamento al seno - le proteine del latte vaccino introdotte con l'alimentazione. Infatti tale intolleranza può comparire, sebbene più raramente, anche nei piccoli allattati al seno. In tal caso sarà cura della mamma eliminarle dalla dieta, evitando quindi di consumare latte vaccino e derivati (formaggi, yogurt, etc.). Latte e formaggio di capra invece, si possono consumare tranquillamente.
Nella maggior parte dei casi non serve essere rigidissime nell'esclusione degli alimenti, nel senso che non è necessario eliminare alimenti che potrebbero contenere tracce di latte in quantità minori (come i biscotti o il prosciutto cotto confezionato). Farlo sarebbe anzi controproducente, perché escludere del tutto l'alimento potrebbe far durare l'intolleranza più a lungo nel tempo.
Se, nonostante si segua una dieta priva di latte vaccino e derivati, le reazioni cutanee del piccolo permangono, allora è molto probabile che a scatenarle sia il lattosio. In tal caso è bene fare attenzione a consumare solo cibi privi di lattosio per vedere se si ottiene qualche risultato.

Evoluzione nel tempo
Molte mamme si preoccupano parecchio quando scoprono che il proprio piccolo ha un'intolleranza, ma non vi è motivo di allarmarsi.
Infatti le intolleranze alimentari in genere passano o si attenuano sensibilmente con la crescita. Quella al latte vaccino nella maggior parte dei casi scompare quasi del tutto entro il compimento di un anno di età.
Detto questo, è anche vero che non è sempre facile riconoscere i sintomi delle intolleranze alimentari nei neonati. E questo può creare una certa ansia alle mamme: pertanto è molto importante consultare subito il pediatra e chiedergli sempre un parere in caso di dubbi su come comportarsi.