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Morbo di Bowen

Morbo di Bowen

Il morbo di Bowen è una patologia cutanea precancerosa, in quanto è è considerato lo stadio che precede l'insorgenza del carcinoma spinocellulare. Tuttavia, questo non significa che debba necessariamente evolvere in una forma tumorale.

Vediamo quali sono i sintomi tipici del morbo di Bowen, la cura che richiede questa malattia e cosa fare per evitare che evolva in senso maligno.

Sintomi e diagnosi differenziale
La sindrome di Bowen si manifesta con la formazione di macchie color rossastro o color marrone, desquamate (oppure ricoperte di croste) e con i bordi piuttosto in rilievo. Possono insorgere diverse chiazze oppure una sola e in genere compaiono nelle aree corporee più frequentemente esposte al sole (viso, mani, gambe..), sebbene possa essere interessata qualsiasi parte del corpo (comprese le mucose).
Le macchie causate dalla malattia di Bowen sono dovute ad un'anomalia nella proliferazione delle cellule squamose dello strato più esterno della pelle e hanno un aspetto molto simile a quelle causate dalla psoriasi o da un eczema: nel formulare la diagnosi lo specialista deve quindi fare attenzione a non confondere la malattia con una forma di eczema o di psoriasi.

Fattori di rischio e soggetti più colpiti
Anche se le cause del morbo di Bowen non sono ancora conosciute con certezza, si sospetta che vi sia una forte relazione con un'eccessiva esposizione ai raggi solari, in quanto quest'aspetto è stato osservato in diversi casi. Sono infatti più predisposte allo sviluppo della patologia le persone dalla carnagione chiara.
L'esposizione eccessiva ai raggi UV non è comunque l'unico fattore scatenante. E' stato rilevato che molto probabilmente anche le seguenti condizioni sono legate all'insorgenza della malattia di Bowen:
- Esposizione all'arsenico
- Esposizione alle radiazioni
- Infezioni da papillomavirus (nello specifico questo virus può causare una forma particolare di morbo di Bowen, la cosiddetta papulosi bowenoide)
- Assunzione di una terapia a base di medicinali immunosoppressori.

Decorso: come evitare una possibile evoluzione tumorale
Il morbo di Bowen può in alcuni casi evolvere in una forma maligna di epitelioma (ovvero di tumore cutaneo), il carcinoma spinocellulare o squamocellulare: quando ciò avviene, la malattia va ad interessare anche gli strati più interni e profondi della pelle.
Fortunatamente questo avviene in una minoranza di casi (fra il 3 e il 5%), per cui avere questa patologia non significa necessariamente sviluppare una forma tumorale.
Inoltre, la degenerazione in tumore delle cellule squamose avviene solo se il morbo di Bowen non è diagnosticato per tempo e adeguatamente trattato.
Per questo è molto importante rivolgersi ad un buon dermatologo nel caso in cui si abbiano delle macchie desquamate (o anche una sola macchia) che non passa da sola: anche se la sindrome di Bowen tende ad avere un'evoluzione lenta, è bene non temporeggiare e avviare il trattamento giusto il prima possibile (soprattutto perché non è detto che la diagnosi venga subito “azzeccata”: come abbiamo visto le lesioni non sono tanto diverse da quelle della psoriasi).

Il trattamento
Sono diverse le terapie disponibili per il trattamento del morbo di Bowen: la cura va scelta in base al numero di macchie, alla loro grandezza/spessore e anche in base a dove sono localizzate.
In genere con la cura giusta ci sono ottime probabilità di ottenere buoni risultati. Ecco alcune delle possibili opzioni:
- Chemioterapia topica: si tratta dell'applicazione di creme chemioterapiche sulle lesioni. Prima di arrivare alla guarigione è normale che la pelle attraversi una fase in cui si infiamma e si arrossa, a causa dell'azione delle creme
- Crioterapia con azoto liquido (terapia del freddo): l'azoto liquido viene spruzzato sull'area da trattare, così da congelarla e provocare la morte delle cellule per shock termico
- Curettage e cauterizzazione: si tratta di una procedura che prevede la raschiatura delle macchie in anestesia locale. In seguito si passa alla cauterizzazione (bruciatura) con ago elettrico, al fine di eliminare ciò che resta delle lesioni
- Terapia fotodinamica: si applica una crema fotosensibile e dopo qualche ora attraverso il laser si sollecita l'attivazione del fotosensibilizzante, che permette di distruggere le cellule malate
- Resezione chirurgica: per trattare il morbo di Bowen si può intervenire anche attraverso l'asportazione chirurgica, opzione ideale quando le lesioni sono poche e piccole.