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Dermatite in gravidanza

Dermatite in gravidanza

In gravidanza la pelle può subire diverse trasformazioni, a causa del mutato assetto ormonale, metabolico e immunologico: ad esempio, cambiamenti nella pigmentazione (nello specifico, iperpigmentazione), smagliature, acne, vene varicose. E non solo. Fra le tante alterazioni cutanee caratteristiche di questo periodo figurano anche quelle provocate da vere e proprie dermatiti.
La gravidanza può essere interessata fondamentalmente da due tipologie di dermatite: quelle che fanno la loro comparsa solo nelle donne in dolce attesa e quelle che invece possono riguardare chiunque, ma si aggravano con lo stato di gravidanza. Vediamo quali sono le forme di dermatite in gravidanza che appartengono ad entrambe le categorie.

Le dermatiti che peggiorano con la gravidanza
Alcune infiammazioni non sono specifiche del periodo della gravidanza, ma possono comparire in qualsiasi persona. Tuttavia, se sono già presenti nel momento in cui una donna resta incinta, il loro decorso tende a peggiorare proprio a causa dei cambiamenti apportati dalla gravidanza. Ecco quali sono queste forme di irritazione:
- Dermatite atopica
- Psoriasi
- Impetigine erpetiforme: si tratta di una variante della psoriasi, caratterizzata dalla comparsa di vesciche ed eruzioni pruriginose. In gravidanza peggiora apportando sintomi come diarrea, febbre, vomito, dolori articolari e spossatezza
- Lupus eritematoso sistemico: in oltre la metà dei casi peggiora durante la gravidanza e può essere causa di parto prematuro
- Pemfigo: questa forma di dermatosi bollosa tende a peggiorare nel corso del primo trimestre ed è potenzialmente trasmissibile al feto
- Acrodermatite enteropatica: è una patologia dermatologica legata ad un difetto di assorbimento dello zinco.

Le forme di dermatiti che compaiono nel periodo gestazionale
{html_32}Alcune forme di irritazioni sono invece tipiche della gravidanza: in altre parole, interessano solo ed esclusivamente le donne in stato interessante. Spesso hanno una sintomatologia piuttosto simile. Ecco quali sono:
- Herpes gestazionale (o pemfigoide gestazionale): insorge il più delle volte al quarto o al quinto mese, anche se in alcuni casi può comparire prima, in altri dopo. Si caratterizza per la comparsa di eruzioni pruriginose e vesciche sierose (spesso sull'addome, con meno frequenza su gambe e braccia). Di eziologia incerta, l'herpes gestazionale è considerata da molti studiosi una patologia di carattere autoimmune: a dispetto del nome, quindi, l'infezione dal virus herpes simplex non c'entra nulla con l'insorgenza della malattia. Il trattamento prevede la somministrazione di corticosteroidi per via sistemica oppure topica (nelle forme di più lievi). La patologia può essere trasmessa al feto, ma tende a scomparire spontaneamente entro 2-3 settimane dalla nascita
- Dermatite papulare di gravidanza: questa forma di irritazione insorge in gravidanza con i seguenti sintomi:
- Formazione di macchie rosse (simili a quelle che si hanno a seguito della puntura di un insetto). A volte si formano anche delle croste
- Prurito
Il disturbo può interessare diverse sedi e insorgere in ogni periodo della gravidanza. Per evitare complicazioni al piccolo è necessario trattare il disturbo con la somministrazione di corticosteroidi
- Prurito gestazionale: esistono due tipologie di prurito gestazionale, una infiammazione che comporta la comparsa di puntini rossi di solito molto pruriginosi. Ecco quali:
- Forma iniziale: questa tipologia di prurito gestazionale insorge più o meno a metà della gravidanza. I puntini si localizzano soprattutto su gambe e braccia (nella parte superiore) e sul tronco
- Forma tardiva: insorge alla fine della gravidanza (in genere, nel corso dell'ultima settimana) e si differenzia dalla forma iniziale anche per la localizzazione dei puntini. In questo caso, infatti, compaiono soprattutto sul ventre. I sintomi regrediscono spontaneamente dopo 3-4 settimane dal parto.Priva di particolari complicazioni, questa patologia si cura somministrando delle compresse di antistaminico, al fine di ridurre il prurito
- Colestasi intraepatica: compare di solito verso il terzo mese ed è una infiammazione piuttosto particolare perché non comporta la formazione di lesioni visibili sulla cute, ma solo un intenso prurito. Causato da una disfunzione secretoria della bile, il disturbo trova risoluzione spontanea dopo il parto
- Follicolite pruriginosa: di origine sconosciuta, questa dermatite in gravidanza si caratterizza per l'insorgenza di puntini pruriginosi localizzati un po' su tutto il corpo. Insorge in genere nel corso degli ultimi tre mesi di gravidanza: è priva di complicazioni per il feto e regredisce naturalmente una volta conclusa la gravidanza
- PUPPP (sigla di “pruritic urticarial papules and plaques of pregnancy”, ovvero “papule pruriginose orticarie e placche di gravidanza”): questa dermatite in gravidanza è una delle più frequenti e si caratterizza per la comparsa di papule, macchie e placche eritematose e pruriginose. Compaiono prima sull'addome, poi su torace, gambe, braccia e natiche. Pare che la causa scatenante sia da ricercarsi in un'”invasione” da parte di alcune cellule del feto nella cute materna. Anche questo disturbo, che non è pericoloso né per la madre, né per il feto, scompare spontaneamente dopo il parto. Se il prurito è intenso, può essere contenuto con un trattamento a base di antistaminici o corticosteroidi topici.