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Erisipela

Erisipela

L'erisipela è una malattia infiammatoria cutanea di carattere infettivo che colpisce soprattutto, ma non solo, bambini e anziani. Vediamo da cosa è causata, quando può essere contagiosa e qual è la terapia più adeguata.

Le cause e i fattori predisponenti
L'infezione è causata dallo streptococco del gruppo A. Tuttavia, benché questo ceppo batterico sia il maggior responsabile dell'erisipela, non è escluso che nella genesi del disturbo possano esserne coinvolti anche altri (ad esempio gli stafilococchi dei gruppi B, C e G, lo Streptococcus piogene, alcuni batteri gram-negativi).
Lo streptococco del gruppo A è un batterio che in condizioni normali è del tutto innocuo per l'organismo: infatti, affinché si instauri uno stato infettivo sulla cute, le difese immunitarie devono essere particolarmente basse. Per questo è più facile che la malattia insorga in soggetti debilitati oppure in chi ha un sistema immunitario fisiologicamente meno resistente, come i bambini piccoli e le persone anziane, soprattutto se già malate. Inoltre, il disturbo può interessare con maggiore frequenza chi soffre di insufficienza venosa, diabete, linfedema e obesità.
Spesso il batterio trova la sua via d'accesso alla pelle attraverso una ferita o un piccolo taglio.

I sintomi
Come e dove si manifesta la sintomatologia tipica di questa malattia? Le parti del corpo più colpite sono il viso e le gambe; in alcuni casi però possono essere coinvolte anche braccia e zona inguinale.
Il sintomo caratteristico è la comparsa di chiazze rosse e abbastanza grandi, in rilievo rispetto al resto della cute e in genere piuttosto calde (a volte anche doloranti). Inoltre la zona infiammata appare gonfia, specie se si tratta delle gambe.
Non di rado fanno la loro comparsa anche altri sintomi come febbre, stanchezza, senso di malessere e ingrossamento dei linfonodi della zona inguinale.
Queste macchie possono anche degenerare nella formazione di vesciche pustolose e pruriginose, qualora il disturbo non venga trattato tempestivamente e in modo adeguato.

Possibili complicazioni
Avviando una corretta terapia si previene l'insorgenza di possibili complicazioni: complicazioni tanto gravi quanto, per fortuna, rare. Quelle più serie sono la setticemia (un'infezione profonda e diffusa) e la cellulite infettiva, che sopraggiunge quando l'infezione arriva negli strati più profondi della cute. Solo trascurando a lungo il disturbo è possibile arrivare a queste situazioni estreme.

Contagio e possibili recidive
L'erisipela può essere contagiosa, anche se la sua forza di contagio è decisamente scarsa. Teoricamente, infatti, si può trasmettere da una persona all'altra: ad esempio attraverso il contatto con oggetti contaminati. Tuttavia, se e quando avviene un contagio di questo tipo, interessa sempre soggetti deboli e con un sistema immunitario compromesso, ad esempio perché sofferenti di altre patologie.
Una caratteristica senza dubbio più tipica di questa malattia è la sua tendenza a recidivare: chi ne ha già sofferto, quindi, non è immune da ricadute. Anzi, è più predisposto e deve quindi prestare particolare attenzione a disinfettare subito eventuali piccole ferite o tagli (una buona norma che andrebbe comunque seguita in generale).
Chi ha sofferto più volte di erisipela potrebbe inoltre trarre giovamento da un ciclo preventivo di cure a base di penicillina.

La cura
Essendo un disturbo di origine infettiva, la terapia d'elezione è quella antibiotica: viene prescritta l'assunzione per via orale di penicillina. I sintomi cominciano a regredire già dopo un paio di giorni, ma in ogni caso la cura va proseguita per circa dieci giorni/due settimane.
Oltre a questo, è bene seguire qualche piccolo accorgimento per affrontare al meglio la malattia:
- Assumere un farmaco antinfiammatorio (in caso di febbre alta e/o altri sintomi)
- Fare qualche impacco con acqua e disinfettante: aiuta a lenire le macchie eritematose
- Stare a riposo per qualche giorno (soprattutto se l'erisipela ha colpito le gambe: in tal caso è meglio non fare sforzi quantomeno finché non è passato il gonfiore).